Meno di un anno fa abbiamo analizzato l’evoluzione delle relazioni italo-cinesi sotto il governo Conte II, raccontandovi del lento declino da una posizione multipolare ad una più filo euro-atlantica. Che ci si stesse preparando al peggio era prevedibile ma la conferma è giunta solo con l’arrivo del nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi. SuperMario è stato Presidente della Banca Centrale Europea, Governatore della Banca d’Italia, collaboratore della Goldman Sachs nonché fautore delle politiche di privatizzazione degli anni ’90, col quale i governi di centro-sinistra e centro-destra svendettero il patrimonio pubblico italiano che era stato il fiore all’occhiello dell’economia capitalista di stato del Bel Paese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi. Sua fu la famosa frase “Whatever it takes” che servì come lasciapassare per l’attuazione di politiche antipopolari per salvare l’euro.

Mario Draghi, attuale Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Con il supporto di tutti i partiti del Parlamento Italiano, meno Fratelli d’Italia e pochi altri elementi come il socialdemocratico Nicola Fratoianni (che si erano comunque detti disposti a collaborare con Draghi), SuperMario è stato scelto per il ruolo di primo ministro della nostra ormai vecchia e vessata Repubblica. Già nel suo discorso di insediamento è stata chiara la linea che il nuovo governo d’unità nazionale (o padronale) avrebbe intrapreso: “Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro paese, come socio fondatore, all’Unione Europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori”.

Ovviamente non serve un genio per capire che queste parole chiare come l’acqua cristallina di un fiume sono una diretta conseguenza degli interessi delle classi capitaliste italiane ed europee nonché del nuovo impianto statale degli USA di Biden. Il Presidente Draghi ha da subito messo in tavola le carte scoperte, dando una stoccata diretta nei cuori di quei parlamentari che avrebbero preferito un’Italia multipolare, ma soprattutto all’ex Presidente Giuseppe Conte che, nonostante fosse fedele a Washington e Bruxelles, aveva favorito il dialogo con la Russia, la Cina, il Vietnam e altre realtà non occidentali.

Vediamo nel dettaglio come è mutata la linea del nostro paese nei confronti della Repubblica Popolare Cinese. Lo scorso mese, a Giugno 2021, si è tenuto a Londra l’incontro del G7 (primo per Draghi nelle vesti di Presidente del Consiglio), dove uno dei temi più discussi è stato proprio quello riguardante la Cina.

Uno dei primi temi ad essere discusso è stata la Belt and Road Initiative o Nuova Via della Seta, per la quale il Governo Conte I aveva firmato – con non poca riluttanza dell’opposizione e di una certa area della maggioranza – un memorandum d’intesa che conteneva accordi commerciali, economici, culturali, ecc..
La firma del memorandum non poneva comunque l’Italia nella posizione di dover mantenere nessun obbligo poiché si era trattato solo di un gesto simbolico per un probabile futuro accordo di collaborazione tra le due realtà. Gesto o non gesto, questa cosa scatenò il panico in casa Europa e negli Stati Uniti, i quali avevano iniziato a considerare il nostro paese come l’anello debole del tradizionale Occidente capitalista nello scontro con la Cina. Con il cambio di rotta del governo italiano, però, le cose sono altamente mutate e Draghi ha espresso la propria opinione dichiarando essenzialmente la morte degli accordi italo-cinesi aderendo totalmente al progetto statunitense contrapposto alla BRI, dal nome “Build back better for the World”.

Nello scontro aperto della nuova imminente Guerra Fredda, al quale l’Italia ha aderito, i nostri governi occidentali non si risparmiano critiche ipocrite nei confronti dei paesi non allineati con Washington. Nelle interviste successive alla fine del G7, Mario Draghi ha espresso la contrarietà e l’opposizione dei governi euro-atlantici (tra cui il nostro) “all’autoritarismo e autocrazia” della Cina – accusata ingiustamente di gravi crimini contro i manifestanti “democratici” di Hong Kong o le minoranze Uigure (critiche ovviamente già sfatate dalla Cina stessa nonché da molti politici e giornalisti indipendenti in giro per il mondo1). Ipocriti i commenti di Draghi e dei suoi colleghi considerando due cose: in primo luogo, l’accettazione totale e priva di critiche della Turchia di Erdogan – definita da Draghi “alleato affidabile” – nel club NATO nonostante i crimini efferati commessi nella Guerra Civile Siriana contro siriani e curdi; in secondo luogo, le gravi repressioni che questi governi hanno attuato e attuano contro i lavoratori, studenti, sindacalisti e comunisti in lotta o in sciopero per ottenere più diritti e rispetto (vedi i casi di FedEx, Texprint, Amazon, dei migranti nei campi a Foggia, ecc..). Ipocriti, quindi, perché accusano la Cina ingiustamente, come nella peggiore tradizione anticomunista del secolo scorso, mentre coprono le proprie mani sporche di sangue.

Le accuse non si sono ridotte ovviamente solo a quello e SuperMario ha parlato anche dell’economia cinese, affermando che sì, la Cina deve e può sviluppare la propria economia ma nel rispetto internazionale, subendo le critiche del democratico (a parole) Occidente capitalista – una sorta di subordinazione che nessun paese, soprattutto la Cina, potrebbe accettare. Ovviamente l’Unione Europea si posiziona su una visione più di scontro/incontro rispetto a quella statunitense di dominazione egemonica – ma ciò avviene solo perché la Cina è il secondo partner commerciale dell’UE e una rottura definitiva significherebbe il crollo dell’economia europea. Una posizione migliore ma non buona, ovviamente – e Draghi lo ha già dimostrato bloccando la cooperazione cinese con aziende pubbliche e private italiane in diversi settori, soprattutto quello tecnologico, in cui la Cina eccelle.

Una domanda sorge spontanea: l’Occidente sarebbe quello che è se non tirasse fuori di tanto in tanto complotti strani e degni dei terrappiattisti e dei novax? Ovviamente no. Infatti, se fino a pochi mesi fa era solo l’estrema destra reazionaria a considerare l’opzione del virus in laboratorio, subito scartata da OMS e medici di tutto il mondo, oggi anche i governi “democratici” e liberali tendono a prendere in considerazione tale tesi, con l’appoggio dell’apparato propagandistico statunitense, accusando la Cina di essere la causa prima e volontaria della diffusione del Covid. Questo ovviamente, inserito in un clima già delicato in cui le comunità asiatiche subiscono attacchi giornalmente, provoca solo un effetto ancor più devastante che andrà a danneggiare ulteriormente, con l’arma del razzismo e dell’odio, le persone d’origine asiatica – siano esse cinesi o meno.

Sull’onda di queste fake news, Draghi è arrivato anche ad affermare, per salvaguardare l’Occidente nella “lotta imperialista al vaccino”, che i vaccini cinesi siano deboli e poco utili nel combattere la crisi di Covid, nonostante sia stato scientificamente dimostrato dall’OMS il contrario.

Si è anche fatto riferimento alla questione ambientale e, nonostante sia facilmente dimostrabile che i più grandi inquinatori del pianeta siano le multinazionali con sede in USA e Europa, oltre che l’esercito statunitense, Mario Draghi ha avuto l’ardire quasi padronale di affermare che la Cina debba impegnarsi nella lotta contro il cambiamento climatico accusando il paese asiatico di essere responsabile del 30% delle emissioni di CO2 mondiali.

Pochi giorni fa, il Primo Luglio, si è festeggiato in Cina il Centenario del Partito Comunista Cinese e gli auguri sono arrivati da tutto il mondo – anche dall’Italia – e voci in Parlamento si sono nuovamente levate contro la fermezza euro-atlantica del nostro governo. Tra i critici Vito Petrocelli (M5S) e Massimo D’Alema (Articolo 1) che hanno fatto gli auguri al PCC, elevando lo spirito speciale e costruttivo della Repubblica Popolare Cinese e chiedendo al governo italiano di collaborare con la controparte asiatica. Il governo, però, non ha proferito parola e la maggioranza dei parlamentari si è detta contraria alla cooperazione con la Cina – avendo già nei mesi scorsi accusato il paese asiatico di presunti abusi – e, anzi, proprio nell’ottica imperialista euro-atlantica tanto difesa e amata da Mario Draghi, l’Italia sta sostenendo ampiamente la presenza militare statunitense nelle zone circostanti alla Cina (Pivot to Asia) e partecipando alle esercitazioni militari NATO nel Mediterraneo e nel Mar Nero, provocando la Russia che ha già risposto ai tentativi di coercizione. Ovviamente queste azioni sono dannose per i popoli di tutto il mondo poiché, con l’arroganza euro-americana, si rischia un pericoloso ed inutile scontro diretto e una possibile Guerra Mondiale.

Per questa ragione e per altre sopracitate, i partiti comunisti di tutto il mondo – compresi quelli italiani (i principali: Fronte Comunista, Potere al Popolo, Partito Comunista Italiano, Partito Comunista e Rifondazione Comunista) – si sono schierati e dichiarati contrari alle aggressioni degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, che vogliono riportare in auge il concetto pratico di Guerra Fredda, invece di salvaguardare i popoli sofferenti per le crisi economiche e sociali dovute non solo alla pandemia ma anche all’inefficienza dei governi occidentali.

In conclusione, abbiamo notato come i governi capitalisti europei – tra cui il nostro – non riescano affatto ad instaurare un modello multipolare distaccandosi dalla tradizionale sfera atlantista e a collaborare più apertamente e progressivamente con i paesi del Sud Globale – tra cui la Cina – che si battono per un mondo migliore. Necessitiamo, quindi, del socialismo per liberarci da questi governi logori imperialisti ed antipopolari, fedeli a NATO e UE, e per istituire finalmente una società diversa, umanistica e pacifica inserita in un mondo cooperativo e migliore. Con Draghi, Conte e altri, è palese che non arriverà mai.

Un articolo di Matt C.


  1. Il Post – Draghi ha cambiato le cose con la Cina
  2. Repubblica – G7, Draghi: “Tutti d’accordo, la Cina è un’autocrazia”. E sul Covid: “Pronti a tornare alla quarantena per chi arriva dalla Gran Bretagna”
  3. Repubblica – Washington-Pechino, l’esame cinese per Draghi
  4. Rai News – Draghi: addio alla ‘Via della seta’. Cambia la politica estera
  5. Huffington Post – Draghi, la Cina e la collaborazione competitiva
  6. AGI – Draghi vede Biden: “Europeismo e atlantismo pilastri della nostra politica estera”
  7. Governo Italiano – Le dichiarazioni programmatiche del Presidente Draghi
  8. AGI – “La Turchia deve rimanere un partner affidabile della Nato”, ha detto Draghi
  9. Avanti – G7, sulla Cina Draghi si smarca a metà da Biden
  10. AGI – “Riesamineremo il nostro accordo con la Cina sulla Nuova Via della Seta”, avverte Draghi
  11. LaStampa – Draghi difende la linea Ue sulla Cina: “Serve realismo, bisogna cooperare”
  12. Il Sole 24 Ore – Dalla Cina al clima, dalla Libia ai vaccini: il bilancio per Draghi dopo il vertice G7
  13. Wikipedia – Mario Draghi
  14. LEFT – Mario Draghi, l’uomo del mercato a ogni costo
  15. Il Fatto Quotidiano – Privatizzazione, quando e come è iniziata la (s)vendita del patrimonio pubblico
  16. Cagliari Pad – Via della Seta’, Pino Cabras (M5S): “La Cina è un soggetto globale, non si può ignorare questa realtà”
  17. Il Fatto Quotidiano – Crisi di governo, discorso integrale di Conte: dai rapporti con la Russia alla responsabilità istituzionale, fino all’uso dei simboli religiosi
  18. The GrayZone – Xinjiang shakedown: US anti-China lobby cashed in on ‘forced labor’ campaign that cost Uyghur workers their jobs
  19. The GrayZone – China detaining millions of Uyghurs? Serious problems with claims by US-backed NGO and far-right researcher ‘led by God’ against Beijing
  20. The GrayZone – US State Department accusation of China ‘genocide’ relied on data abuse and baseless claims by far-right ideologue
  21. Global Times – Splashing $10m a year to split and subvert China, US govt-backed foundation unabashedly reveals funding scheme
  22. CGTN – Why is the National Endowment for Democracy fueling Hong Kong protests?
  23. Foreign Policy – Erdogan Wants to Redraw the Middle East’s Ethnic Map
  24. Fanpage – Tensione fuori da un presidio Fedex-Tnt: operai picchiati brutalmente con sassi e bastoni
  25. SiCobas – Stato e padroni uniti contro i lavoratori. Il 13/3 a Piacenza manifestazione operaia: la repressione non ci fa paura
  26. L’Ordine Nuovo – Come è andato lo sciopero dei braccianti
  27. ANSA – Covid, Oms: estremamente improbabile fuga da laboratorio
  28. Global Times – US intelligence investigation of coronavirus origins exposes its four ‘Achilles heels’
  29. Al Jazeera – Anti-Asian hate continues to spread online amid COVID-19 pandemic
  30. Affari Italiani – Ue, Draghi avverte: “Covid, non è finita. Vaccino cinese inadeguato”
  31. WHO – The Sinopharm COVID-19 vaccine: What you need to know
  32. WHO – Status of COVID-19 Vaccines within WHO EUL/PQ evaluation process
  33. EOS – Global North Is Responsible for 92% of Excess Emissions
  34. Rete Clima – 100 grandi aziende responsabili del 71% dell’inquinamento moderno, 35 attive contro le politiche climatiche
  35. Quartz – The US military is a bigger polluter than more than 100 countries combined
  36. New China TV – China’s achievements unprecedented in human history: former Italian PM
  37. Repubblica – M5s, Petrocelli: “Io filocinese. Vorrei il Movimento di Conte vicino alle idee di Grillo”
  38. Formiche – Uiguri, il Parlamento italiano ringhia contro Xi. Ma il genocidio…
  39. Repubblica – Esercitazioni nel Mar Nero, gli Stati Uniti: “Dimostreremo che queste acque sono di tutti”
  40. Sputnik – Mar Nero, Russia conduce voli di addestramento militare durante esercitazioni Nato “Sea Breeze”
  41. PCI – Il PCI al Seminario sul Centenario della Fondazione del Partito Comunista Cinese
  42. Rifondazione: No a guerra fredda con la Cina
  43. Potere al Popolo – Vostre le guerre, nostre le vite: Il ritorno dell’antimilitarismo
  44. Fronte Comunista – I popoli devono rafforzare la lotta contro la NATO e i piani imperialisti
  45. Spread It – La prospettiva comunista oggi con Marco Rizzo (Partito Comunista) e Carlo Formenti
  1. https://thegrayzone.com/2021/04/30/xinjiang-forced-labor-china-uyghur/
  2. https://thegrayzone.com/2019/12/21/china-detaining-millions-uyghurs-problems-claims-us-ngo-researcher/
  3. https://thegrayzone.com/2021/02/18/us-media-reports-chinese-genocide-relied-on-fraudulent-far-right-researcher/
  4. https://www.globaltimes.cn/page/202103/1217774.shtml
  5. https://news.cgtn.com/news/2019-08-27/Why-is-the-NED-fueling-the-Hong-Kong-protests–JtMb2yKKWc/index.html